Si ripete l’identico esperimento con una sbarra simile alla prima, dello stesso materiale, ma di dimensione metà, cioè sezione di lato e di lunghezza
. Dopo un tempo
, pure essa passa per la verticale
. Che relazione esiste tra
e
?
(Si trascuri la resistenza dell’aria.)
Figura 1: schema del problema.
Svolgimento
Per scrivere l’equazione del moto serve il momento d’inerzia rispetto all’asse di rotazione, che passa per il perno ed è perpendicolare al piano di oscillazione. Per un parallelepipedo omogeneo di lati , l’inerzia rispetto a un asse baricentrale parallelo all’asse di rotazione vale
formula standard che deriva dall’integrale di sulla sezione rettangolare del corpo. L’asse al perno si ottiene con il teorema di Huygens-Steiner; la distanza baricentro-perno è
. Ne segue
La coppia gravitazionale rispetto al perno ha modulo ed è restaurativa. L’equazione del moto assume dunque la forma
Qui non si cerca la soluzione esplicita ; basta capire come scala il tempo di caduta fino a
. A tal fine è più comodo usare l’energia. Si moltiplica l’equazione per
e si integra rispetto al tempo; si ottiene la conservazione dell’energia meccanica
All’istante iniziale la velocità angolare è nulla, perciò la costante è . Si ricava
Il segno del moto è irrilevante per il tempo; conta il modulo. Si ha allora
Il tempo necessario per passare da a
è l’integrale
L’integrale in dipende solo da
; in particolare è lo stesso nei due esperimenti, perché lo stato iniziale è riprodotto con lo stesso angolo. Rimane il prefattore. Sostituendo l’espressione di
si ottiene
Notando che nel secondo esperimento la sbarra è simile alla prima, si ha identico nei due casi (infatti
). Il fattore adimensionale
rimane quindi invariato. Di conseguenza,
e tutta la dipendenza geometrica tra i due esperimenti entra solo attraverso .
Per la prima sbarra , per la seconda
. Il rapporto tra i tempi è dunque
Ne segue che
- In assenza di ogni attrito si studi il moto relativo di
rispetto a
(sistema di riferimento
). Si determini l’istante in cui
si arresta e la velocità relativa di
rispetto aprima e dopo tale istante.
- Assumendo un coefficiente di attrito
tra
ed
, si trovi il tempo
in cui
si arresta e il tempo
in cui si arresta anche
rispetto al sistema
.
Figura 2: schema del problema.
Svolgimento punto 1
Nel primo quesito si esclude ogni attrito. Il blocchetto non subisce alcuna forza orizzontale; in
il suo moto resta uniforme. Il blocco
, al contrario, è soggetto a un’accelerazione costante. Si hanno perciò le equazioni del moto
da cui, imponendo ,
L’istante in cui si arresta rispetto al suolo coincide con il primo tempo
per cui
, e dunque
Il moto relativo è più trasparente se si introduce un riferimento traslante col blocco
; la coordinata
misura la posizione del blocchetto rispetto al blocco grande lungo la direzione orizzontale. In tale sistema si presenta la forza fittizia associata all’accelerazione del riferimento: poiché il riferimento solidale a
ha accelerazione
lungo
, sul punto materiale
compare un contributo inerziale pari a
lungo
. Ne segue che
Le condizioni iniziali, al distacco dell’azione esterna, sono e
(il blocchetto è inizialmente immobile rispetto a
). L’integrazione fornisce
La velocità relativa di rispetto a
risulta quindi
Prima dell’arresto di si ha
e la velocità relativa cresce linearmente a partire da
. All’istante di arresto, notando che
, si ottiene
Dopo tale istante la formula precedente resta valida se la forza continua ad agire con direzione fissata: allora
e risulta in particolare
. Se invece la forza di frenamento viene meno una volta raggiunto
, il riferimento
diventa inerziale per
e la velocità relativa resta costante, pari al valore appena calcolato:
Il comportamento cinetico non cambia al passaggio in ; cambia la natura del riferimento solidale a
soltanto nel secondo scenario.
Svolgimento punto 2
Per trascinare anche con tale accelerazione, la forza di contatto orizzontale su
deve essere
, quindi è necessaria una forza d’attrito di modulo
Il contatto resta in aderenza se e solo se questa richiesta non supera , ossia se
In questo regime i due corpi si muovono come un unico blocco: la velocità comune vale e il tempo di arresto rispetto a
è unico,
Si passa ora al caso complementare , nel quale l’attrito massimo non basta e lo scorrimento inizia immediatamente. La direzione del moto relativo è quella intuitiva:
tende a rallentare, mentre
tende a proseguire, perciò
scivola in avanti rispetto a
e l’attrito su
si orienta lungo
. In regime di strisciamento il modulo dell’attrito è
, costante, e si hanno le equazioni in
Le integrazioni, con , danno
Il tempo in cui
si arresta è il primo istante in cui
, dunque
Il tempo in cui
si arresta rispetto al suolo è invece il primo istante in cui
, e vale
L’ipotesi garantisce anche l’ordine degli eventi: infatti
equivale a
, e quindi è coerente con il fatto che in questo regime il blocco grande si ferma prima, mentre il blocchetto continua a scorrere per un intervallo di tempo ulteriore.
Si determini la velocità del centro geometrico del corpo rigido dopo l’abbandono del piano inclinato rispetto a un sistema di riferimento inerziale fisso
, avente origine in un punto assegnato del piano orizzontale. Il risultato deve essere espresso in funzione dell’accelerazione di gravità
, delle masse
e
, del raggio
e dell’ascissa del centro geometrico
lungo l’asse
del sistema di riferimento scelto.
Figura 3: schema del problema.
Richiami teorici
dove l’integrale è esteso a tutto il corpo rigido e è la massa totale del corpo rigido (pari a
nel caso in questione).
Nello svolgimento del problema sarà anche necessario utilizzare il teorema di Huygens-Steiner, secondo il quale il momento d’inerzia di un corpo rigido rispetto a un asse generico è dato da , dove
è il momento d’inerzia rispetto all’asse parallelo passante per il centro di massa del sistema e
la distanza tra i due assi.
Svolgimento
Si procede quindi al calcolo di alcune grandezze fondamentali ai fini della risoluzione del problema. In particolare, dapprima viene determinato il centro di massa del sistema, grazie al quale si può valutare l’energia meccanica del sistema all’istante iniziale . In seguito, si valuta il momento d’inerzia rispetto al centro geometrico
, al centro di massa
e al punto di contatto
e si calcola l’energia cinetica nel generico istante
, successivo all’abbandono del piano inclinato da parte del corpo rigido.
I risultati ottenuti sono presentati nei seguenti punti. Riunendo infine le espressioni ricavate e imponendo la conservazione dell’energia meccanica, risulta possibile determinare la velocità del centro geometrico in funzione della distanza percorsa lungo il piano orizzontale a partire da un punto assegnato.
- La lunghezza di ciascuna semicirconferenza è pari a
. Ne segue che le densità lineari lungo gli archi risultano costanti e sono date da
All’istante
si fissa l’origine del sistema di riferimento nel centro geometrico
e si introducono gli assi cartesiani
, con asse
orizzontale e asse
verticale, come rappresentato in figura 4. La circonferenza viene parametrizzata mediante l’angolo
secondo
Figura 4: sistema di riferimento
usato per il calcolo del centro di massa.
Si indichi con
l’arco superiore, corrispondente a
e di massa
, e con
l’arco inferiore, corrispondente a
e di massa
. Il vettore posizione del centro di massa del sistema risulta pertanto
Sostituendo le espressioni precedenti si ottiene
Segue quindi
In particolare, ponendo
si osserva che il centro di massa risulta spostato verso la semicirconferenza di massa maggiore e che vale
.
- All’istante iniziale il cilindro è in quiete. L’asse geometrico, individuato dal punto
, si trova alla quota
rispetto al piano orizzontale, mentre la parte più pesante del sistema è rivolta verso l’alto, ossia il centro di massa
si trova al di sopra di
di una distanza
. Ne segue che la quota iniziale del baricentro è pari a
e che l’energia meccanica totale iniziale del sistema risulta
Notiamo che per la geometria del problema
è indipendente dall’angolo
del piano inclinato.
- Durante il moto sul piano orizzontale il centro geometrico
rimane a quota costante, pari a
. Si definisce l’angolo
tra il vettore
e l’asse orizzontale
; di conseguenza, il vettore
ha componenti
lungo
e
lungo
. La quota del centro di massa risulta pertanto
La figura 5 mostra il sistema di riferimento
durante il moto lungo il piano orizzontale e l’angolo
.
Figura 5: sistema di riferimento
usato per lo studio del moto lungo il piano orizzontale.
Ne segue che l’energia potenziale gravitazionale del sistema (a meno di una costante additiva) è data da
Per il calcolo dell’energia cinetica nel generico istante
è necessario determinare il momento d’inerzia del sistema in funzione dell’angolo
.
Valutiamo dapprima il momento d’inerzia rispetto all’asse del cilindro passante per il centro geometrico
e perpendicolare al piano di sezione: rispetto a tale asse, ogni elemento di massa si trova alla distanza costante
, di conseguenza il momento d’inerzia è dato da
Considerando ora l’asse parallelo al precedente e passante per il centro di massa
, il teorema di Huygens-Steiner fornisce la relazione
dalla quale si ricava
Per determinare la distanza
si applica il teorema del coseno nel triangolo
rappresentato in figura 4, osservando che
L’angolo compreso tra
, diretto verticalmente verso il basso, e
, inclinato di un angolo
al di sopra dell’orizzontale, risulta pari a
. Si ottiene pertanto
Il momento d’inerzia rispetto al punto di contatto
, relativo a un asse parallelo a quello del cilindro, si ottiene nuovamente mediante il teorema di Huygens-Steiner:
L’energia cinetica nel generico istante
, mentre il corpo rigido si muove sul piano orizzontale, si esprime dunque come
dove si è utilizzato il fatto che, in regime di puro rotolamento, il punto di contatto
è istantaneamente fermo. Il moto può dunque essere descritto come una rotazione istantanea attorno a
con velocità angolare
, e vale la relazione
essendo
la velocità del centro geometrico
lungo la direzione orizzontale. Nell’espressione precedente si è inoltre fatto uso del momento d’inerzia
calcolato al punto precedente.
Si può quindi scrivere l’energia meccanica totale del sistema durante il moto sul piano orizzontale nella forma
A questo punto sono disponibili tutti gli elementi necessari per imporre la conservazione dell’energia meccanica tra l’istante iniziale , considerato al punto precedente, e il generico istante
successivo all’ingresso del corpo rigido sul piano orizzontale. Si ottiene pertanto
Dividendo entrambi i membri per segue
da cui si ricava l’espressione della velocità
Per completare la determinazione del moto è necessario stabilire una relazione tra l’angolo e la distanza
percorsa sul piano orizzontale. A tal fine si introduce un nuovo sistema di riferimento fisso
, con origine posta in un punto assegnato del piano orizzontale. In questo sistema, all’istante iniziale
, il centro geometrico
ha ascissa nulla, mentre nel generico istante
esso ha posizione lungo l’asse delle ascisse pari ad
.
In tale riferimento il vettore forma un angolo
con l’orizzontale.
La condizione di puro rotolamento impone la relazione cinematica
Integrando rispetto al tempo si ottiene
Imponendo le condizioni iniziali e
, rispettivamente la posizione iniziale del centro geometrico lungo l’asse
e l’angolo iniziale del vettore
con l’orizzontale, segue
Si ottiene pertanto la relazione
Sostituendo tale espressione nella velocità ricavata dalla conservazione dell’energia si trova infine
Osservazioni
- La dipendenza dalla variabile
è periodica, con periodo
.
- Poiché
, il denominatore
risulta sempre positivo e l’espressione è ben definita per ogni
.
- Nel caso particolare
si ha
e si ritrova
, ossia la velocità costante del cilindro omogeneo.
