Autori e revisori
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Svolgimento
perciò la disuguaglianza proposta è equivalente, dopo moltiplicazione incrociata, a
Si consideri allora la differenza tra il secondo membro e il primo membro, cioè
Si osservi che, grazie all’integrabilità dei prodotti coinvolti, si può applicare il teorema di Fubini e si ottiene
Notando che il cambio di variabili lascia invariato il dominio
, la stessa quantità può anche essere riscritta nella forma
Si consideri ora la media delle due espressioni precedenti; in questo modo si ha la rappresentazione simmetrica
Per ogni la decrescenza di
implica che
e
hanno lo stesso segno: se
allora
e dunque
, mentre se
allora
. Di conseguenza si ha
Poiché inoltre , l’integrando nella formula di
risulta non negativo su tutto
, e quindi
. Si conclude che
che è equivalente alla disuguaglianza richiesta.
Svolgimento
Dato che per ipotesi , si ottiene che
e
. In particolare si ha
per ogni
e
per ogni
, e quindi le regioni che intervengono nell’argomento geometrico risultano contenute nel rettangolo del primo quadrante delimitato dagli assi e dalle rette
,
. Poiché
e
sono monotone su intervalli chiusi, si ha che entrambe sono integrabili secondo Riemann e i loro integrali possono essere interpretati come aree di sotto-grafici.
Si consideri nel piano cartesiano il rettangolo
la cui area è , e il rettangolo
la cui area è . Si considerino inoltre le regioni
Si osserva che è la parte del sotto-grafico di
compresa fra le verticali
e
, mentre
è la parte del sotto-grafico di
compresa fra le orizzontali
e
, che in coordinate
coincide con la regione alla sinistra del grafico
per ordinate fra
e
. Notando che per ogni
la sezione verticale di
alla ascissa
è un segmento di lunghezza
, si ottiene
Analogamente, notando che per ogni la sezione orizzontale di
alla ordinata
è un segmento di lunghezza
, si ha
Per collegare queste aree con si osserva che, a meno dei bordi, il rettangolo
si decompone come unione disgiunta di
,
e
. Infatti sia
. Se
e
allora
. Se invece
, si ha o
, e allora
, oppure
. In quest’ultimo caso si ha
perché
per
, e dalla monotonia di
segue che
equivale a
; pertanto
. Resta il caso
e
, nel quale si ha
e quindi
, da cui
e quindi ancora
. Viceversa si ha immediatamente
,
e
perché
per
e
per
. Inoltre l’intersezione fra
e
è contenuta nel tratto di grafico
e quindi ha area nulla, e le eventuali intersezioni con
sono contenute nei bordi, ancora di area nulla; di conseguenza le aree si sommano.
Dalla decomposizione precedente e dalla trascurabilità dei bordi si ottiene quindi
ossia
Si conclude che
e l’interpretazione geometrica è che la somma dell’area del sotto-grafico di fra
e
e dell’area del sotto-grafico di
fra
e
coincide con l’area del rettangolo
privata dell’area del rettangolo
.
Svolgimento
così che il numeratore diventa . Il segno non crea sorprese: per ogni
vale
, dunque
e in particolare .
La crescita di si legge bene tramite un confronto integrale. Si consideri la funzione
, crescente su
. Per ogni intero
si ha, per monotonia,
Si sommano queste disuguaglianze da a
. Il lato sinistro produce l’integrale su
, mentre il lato destro produce l’integrale su
:
Si calcolano ora gli integrali elementari:
Ne segue la stima a due lati
Si passa al complemento . Dalla disuguaglianza appena ottenuta si ricava
A questo punto si divide per (che è positivo) e si ottiene un incastro pulito:
Il limite del termine a sinistra è , perch\’e
. Il termine a destra è già costante. Per il teorema del confronto si deduce quindi
La quantità richiesta si riscrive ora separando la potenza dominante:
Il primo fattore tende a , ed è sempre non negativo per
grande. L’esito dipende dunque soltanto dal secondo fattore.
Se , allora
e
; di conseguenza
Nel caso si ha
per ogni
, quindi
Resta . Qui
e il primo fattore tende a
, pertanto il prodotto diverge a
:
In conclusione,
Si mostri che l’uguaglianza vale se e solo se tutti gli sono nulli e che la costante
è ottimale.
Svolgimento
Il caso non richiede calcoli: si ha
per ogni
, dunque
e anche
. La stessa conclusione segue da
. Per il resto, si suppone
e
, condizione equivalente a dire che esiste almeno un indice
con
.
Si fissi un parametro . L’identità
permette di applicare Cauchy–Schwarz, ottenendo
Resta da stimare la somma in parentesi. Si consideri la funzione definita da
; essa è strettamente decrescente. Per ogni
si ha allora
La somma rispetto a fornisce
L’integrale improprio si calcola esplicitamente:
Ne segue, per ogni , la stima stretta
La quantità è vincolata inferiormente da
, poiché
Si prende , scelta ammessa poiché
e
. Con tale valore si ottiene
e quindi
In altre parole, se esiste con
, la diseguaglianza è stretta; se invece
per ogni
, entrambi i membri sono nulli.
Resta l’analisi dell’uguaglianza. Se per ogni
, si ha
e l’uguaglianza è verificata. Viceversa, se almeno un coefficiente è non nullo, allora
e
e, come si è visto, si ottiene
; l’uguaglianza diventa impossibile. Si ha quindi che l’uguaglianza può valere se e solo se tutti gli
sono nulli.
Si passa alla questione dell’ottimalità della costante . Si fissi
e si scelga
. Si definisca una famiglia di coefficienti tramite
Si introducano le somme associate
La normalizzazione è comoda: si osserva che
Si consideri la funzione su
; essa è decrescente. Applicando la stima integrale elementare al passo
, si ha
Poiché
il limite per dà
Un argomento identico vale per , anch’essa decrescente, e produce
L’integrale su si calcola con la sostituzione
, con
:
Pertanto
Per non è necessario ripetere la stima da capo: notando che
si ottiene l’identità
Passando al limite per si ha
A questo punto si considera il rapporto adimensionale
I limiti calcolati forniscono immediatamente
Ne segue che, per ogni , esiste
tale che
. Se si sostituisse
con una costante
, si sceglierebbe
e si troverebbe un indice
per il quale
, cioè
in contraddizione con la pretesa validità universale della diseguaglianza con costante . La costante
risulta dunque ottimale.
per ogni , ma esista una successione
con
tale che
Svolgimento
mentre non si vuole che tenda a zero lungo tutte le successioni che convergono a
. La richiesta suggerisce di costruire un insieme sottile, passante per l’origine, che intersechi ciascuna retta uscente dall’origine in al più un punto diverso da
; in questo modo, per un
fissato, la traiettoria
incrocia l’insieme solo per un valore isolato di
, e dunque per
sufficientemente piccolo non lo incrocia affatto.
Si consideri allora il grafico della funzione , privato dell’origine:
Su tale insieme si imposta il valore , e fuori da esso si assegna il valore
; più precisamente,
In particolare , poiché
per la condizione
. Si verifica ora la proprietà richiesta lungo le semirette. Fissato
, si introduce la funzione di una variabile reale
Se , allora
per ogni
e il limite per
vale ovviamente
. Si supponga dunque
. Per
il valore
può essere uguale a
soltanto quando il punto
appartiene a
, cioè quando
La seconda condizione impone . Dalla prima, se
, si può dividere per
e si ottiene
Ne segue che, nel caso , l’eventuale appartenenza di
a
può avvenire per un solo valore reale di
, precisamente
Quando risulta
, e allora per ogni
l’uguaglianza
non può essere soddisfatta; si ha quindi
per ogni
, in particolare per
vicino a
. Se invece
, il numero
è non nullo; si può allora scegliere un raggio
tale che, per ogni con
, risulti automaticamente
, e dunque
. In entrambi i casi si conclude che esiste un
tale che
La definizione di limite in una variabile reale fornisce allora
per ogni , come richiesto.
Resta da esibire una successione che converga all’origine lungo la quale non tenda a zero. Si consideri la successione
definita da
Si ha chiaramente . D’altra parte, per ogni
il punto
appartiene a
, poiché
e
; ne segue
Si ottiene dunque
e la costruzione soddisfa tutte le condizioni imposte.
è limitata e assume massimo e minimo.
Svolgimento
Per mostrare la limitatezza è sufficiente richiamare una stima elementare del seno: per ogni vale
Da tale disequazione segue, per ogni ,
e dunque
La funzione è quindi limitata. Questo non basta per l’esistenza di massimo e minimo, perché l’intervallo non è compatto. Occorre capire come
si comporti vicino a
e per
grande.
Per si usa il limite noto
Quanto alla seconda addenda, per ogni si ha
e il termine destro tende a quando
. Ne segue
All’infinito il primo termine tende a , perché
per ogni
:
Per il secondo termine si introduca , così che
quando
; allora
e quindi
In particolare, ai due “bordi” del dominio la funzione tende allo stesso valore.
Per escludere che un estremo globale possa essere “perso” all’esterno, conviene mostrare che assume valori sia maggiori sia minori di
. Un valore maggiore di
è già visibile in
:
Poiché e
è crescente su
, si ha
, dunque
. D’altra parte, in
si ottiene
Per ogni vale
. Una giustificazione semplice usa
: si ha
e
per ogni
, quindi
per ogni
. Poiché
, segue
cioè .
Si definisca ora
così che ,
e
. Dai limiti precedenti segue, per definizione di limite, che esiste
tale che per ogni
vale
, ed esiste
tale che per ogni
vale
. Si ponga
Per ogni risulta allora
D’altro canto è continua su
e l’intervallo
è compatto; il teorema di Weierstrass assicura l’esistenza di punti
tali che
Si indichino con e
tali valori. Siccome
, si ha
Ne segue e
. Per ogni
vale allora
e vale anche
. In altre parole,
e le due costanti e
sono realizzate in
e
. La funzione
è dunque limitata e assume massimo e minimo su
.
