Sommario
Leggi...
Autori e revisori
Leggi...
Introduzione
Leggi...
Si parte dunque dal dominio. Un logaritmo pretende argomento positivo e base maggiore di zero e diversa da uno; una radice pari vuole radicando non negativo; un denominatore non può annullarsi. Annotare subito queste richieste libera la mente: in seguito sapremo di poter ragionare solo su quelle regioni della retta in cui i conti sono leciti, senza timore di commettere “peccati di dominio”.
Sistemato il terreno, ci si occupa della monotonia. Il logaritmo in base maggiore di uno è crescente, in base fra zero e uno decrescente; l’esponenziale in base maggiore di uno è sempre crescente (e decrescente se la base è fra zero e uno). Questa osservazione permette di “togliere il log’’ o “togliere l’esponenziale’’: una disuguaglianza del tipo
si traduce in se
e in
se
, evitando così
di trascinarsi i logaritmi fino alla fine.
Quando l’incognita sta nell’esponente,
conviene una sostituzione del tipo ;
il passaggio trasforma funzioni trascendenti in polinomi o frazioni
razionali, dove l’analisi del segno è puramente algebrica.
Con più valori assoluti, invece, si individuano i punti in cui ciascun
argomento si annulla, si suddivide la retta in intervalli e in ciascuno
si leva il “coperchio’’ del modulo, sostituendo
con
a seconda del segno effettivo di
in quell’intervallo.
A questo punto, un buon novanta per cento delle disequazioni si è già
ridotto a un polinomio o, più spesso, a un quoziente
.
Non resta che studiarne il segno: si fattorizzano
e
,
si collocano su un’unica linea gli zeri ottenuti (prendendo nota di
quelli proibiti dal dominio) e si costruisce la consueta
tabella dei segni.
L’intervallo o la combinazione di intervalli richiesti dalla disequazione
si legge direttamente da quella tabella, intersecandola infine
con le condizioni di esistenza annotate all’inizio.
Un esempio tipico chiarisce il meccanismo. Consideriamo
Gli argomenti dei logaritmi ci costringono a e
.
Poiché la base è
, il logaritmo è crescente; possiamo quindi scrivere
Mettiamo ; la disequazione diventa
Dato che per definizione, l’unica condizione sostanziale è
, cioè
, da cui
.
Intersecando con il dominio iniziale otteniamo la soluzione finale
.
Il filo rosso è sempre lo stesso: controllare dove l’espressione vive, sfruttare la monotonia per sbarazzarsi di logaritmi ed esponenziali, eliminare con cura i moduli, ridurre a un oggetto algebrico elementare e, infine, leggerne il segno. Una volta interiorizzato questo percorso, la varietà delle forme esterne non fa più paura: il metodo resta identico, dall’inizio alla fine.
Esercizi
Svolgimento.
Portando tutto a sinistra e raccogliendo ,
donde
Svolgimento.
La disequazione è equivalente a
Calcolando il logaritmo naturale di entrambi i membri, il verso della disuguaglianza si conserva essendo tale funzione strettamente crescente:
Poiché e
,
Si conclude che la soluzione è
Svolgimento.
Osservando che ,
I due membri sono positivi, perciò si può applicare il logaritmo naturale, che preserva il verso della disequazione
Raggruppando i termini in ,
Il coefficiente di è negativo; dividendo entrambi i membri per esso si inverte il verso della disequazione:
Questa parte è riservata agli abbonati
per continuare a leggere, attiva un abbonamento.
• Mensile: 7,99€ / mese • Trimestrale: 19,99€ / 3 mesi • Annuale: 79,99€ / anno
Attiva abbonamentoGià abbonato? Accedi
